Il premio DolceRoma quest'anno si è tento di rosso: non parliamo di un horror firmato da Dario Argento ma di un format dedicato ai pasticceri di tutta Roma che ha voluto premiare i migliori dolci di San Valentino.
La creatività protagonista indiscussa così come tanta varietà, qualità e maestria in un progetto prodotto da "Ciak si cucina", che nasce a supporto delle produzioni dolciarie artigianali della Capitale in un momento delicato come questo e che punta a mettere in luce anche piccole realtà di quartiere, segnalate da local ambassador.
Con orgoglio il premio è stato vinto dal nostro docente e Pastry Chef Andrea Fiori le cui creazioni sono state votate da una giuria formata da esperti editoriali del food writing e da alcuni ruoli tecnici come Federico Prodon, Head Pastry Chef Caffè Hungaria e Christian Marasca, Pastry Chef Zia Restaurant, 1 stella Michelin.
La proclamazione del vincitore è avvenuta qualche giorno fa con la diretta sui canali "Ciak si Cucina" e "Roma.com".
L'intervista alla stampa dopo la Proclamazione
D: Come ti sei avvicinato al mondo della pasticceria?
R: "Purtroppo sono stato obbligato perché a scuola non ero così performante – ammette ridendo -, così ho iniziato a 14 anni nella pasticceria di mio padre, in seguito, divenuta per me una professione, ho iniziato a studiare".
D: Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questo percorso?
R: "Il consiglio che do’ sempre, anche ai miei allievi, oltre la parte teorica, è quello di non trascurare la pratica e di passare più tempo possibile in laboratorio: questo è il segreto dei grandi pasticceri".
D: Cosa rappresenta per te aver vinto il premio DolceRoma?
R: "Intanto la soddisfazione, sia personale sia per il locale. Dopo solo un anno dall’apertura, siamo ancora in fase di lancio, perciò la vittoria è stata una linfa importante, un’occasione per confrontarsi con i colleghi e per capire a che livello siamo. I concorsi, anche quelli non vinti, sono sempre occasioni per progredire e migliorare".
D: C’è un modo di dire romano che ti piace particolarmente?
R: "Un aforisma romano, coniato da un mio caro amico formatore, Felice Scarponi, che fa così: “o ti elevi o te levi!”.
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